Ultima modifica: 24 Marzo 2017
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Le acque termali dell’Isola d’Ischia

Sull’Isola D’Ischia ci cosno molte acque termali e invece sono scarse le sorgenti fredde.

Le Principali sorgenti sono:

  • le sorgenti Fornello e Fontana;
  • le polle del Castiglione sulla riva del mare;
  • il ricchissimo gruppo del Gurgitello;
  • la sorgente della Rita;
  • le sorgenti di S.Restituta, al mare;
  • il gruppo di Moterone a Forio;
  • le sorgenti di Olmitello ai Maronti;
  • le sorgenti di Cavascura;
  • le sorgenti di Citara;
  • l’acqua del Pontano ad Ischia;
  • le sorgenti fredde del monte Buceto;

Oltre a queste ci sono altre vene d’acqua termale, fumarole, stufe, sabbie calde in manifesta relazione con esse. Giulio Jasolino, medico calabrese alla corte partenopea, nel suo trattato scritto nel 1588, parlò di 29 bacini da cui scaturirono 103 emergenze sorgive e 69 campi fumarolici. La acque dell’isola d’Ischia si sono rivelate vere e proprie “miniere d’oro”; esse curano diverse malattie: l’obesità, la gotta e le artropatie uratiche e tantissime altre. “…e sono in essa miniere d’oro, come è manifastato non solo per quello che lasciò scritto Strabone, ma anche con testimoni de’moderni”, così scrisse Jasolino nel suo trattato ” De rimedii naturali che sono nell’isola di Pithecusa, oggi detta Ischia.”. Per il loro sfruttamento sono sorte Terme e Parchi Termali famosi al mondo.

Le terme più antiche e caratteristiche sono quelle di Cavascura, scavate tutte nel tufo. Le acque di Cavascura sono le più calde di tutta l’isola. Anticamente erano chiamate “aratro” per la loro virtù di raddirizzare anche il legno. Infatti recano giovamento a tutte le malattie di origine reumatica.

LE FUMAROLE

Sull’ Isola d’Ischia è concentata una grande attività fumarolica. Intorno al monte Pizzone ci sono molte fumarole che possiamo vedere sopratutto nelle giornate umide e piovose, perchè il calore che esce dal terreno si condensa. Toccando i punti da dove escono i vapori ci accorgiamo dell’alta temperatura delle fumarole (80 °C). Le fumarole del Pizzone sono formate da acqua e acido solfidrico ed il colore fluorescente è il colore giallo dei cristalli di zolfo. Le fumarole hanno l’odore caratteristico delle uova marce, chiammata pe rmeglio dire “solfatara”. Intorno il monte Pizzone si nota chiaramante il colore bianco del terreno. C’è oltretutto sul pendio dell’Epomeo una zona della moontagna chiamata proprio per questo motivo “Bianchetto”. Nella zona d’azione delle fumarole il terreno è secco e desertico, a causa della tossicità dei vapori di zolfo e dell’alta temperatura; Nelle vicinanze si vedono spuntare ciuffi di erica che è una delle piante caratteristiche dell macchia mediterranea. questo dimostra che questo tipo di vegetazione è in grado di adattarsi alle condizioni più difficili. Altre fumarole si trovano nella zona delle “Petrelle” a Barano d’Ischia.

LE LEGGENDE DELLE NOSTRE ACQUE RACCONTATE DAI BAMBINI

L’intera antichità è pervasa dal mito. Storie di dei, satiri, ninfe e personaggi leggendarii venivano narrate per dare una spiegazione alla natura e alla natura stessa delle cose, spesso impartendo anche grandi lezioni di etica e di morale. Attraverso il disegno, reinterpretandoli in chiave fumettistica, i nostri bambini hanno voluto omaggiare i miti delle miracolosa fonti dell’isola d’Ischia.  

 

LA NASCITA DEL GURGITELLO 

 


A Napoli riti propiziatori si celebravano

E ninfe e sirene da tutte le parti arrivavano 

Il satiro Teleboo da Capri arrivò

e di Procida subito s’innamorò.

La festa era ormai terminata

e Procida con Inarime ad Ischia s’era avviata

Arrivata ad Ischia, Procida piangeva

Ed a Diana le sue preghiere volgeva.

Mentre contro Teleboo lottava, il suo corpo pietrificava.

Teleboo sugli scogli si gettò

e Procida da Ischia si staccò.

Diana su Teleboo la sua vendetta gettò

e lui in pietra si tramutò.

Ma Apollo lo volle onorare

e le sue lacrime

divennero una sorgente d’acqua salutare.

 

 

 

 

 

 

 

  

ORIGINE DEL BAGNITIELLO

 

Iomeno un tempo abitò sull’isola d’Ischia.

Saltando da una sponda all’altra cadde in un torrente e,

non sapendo nuotare, stava per affogare.

Gridò per chiamare aiuto ai suoi amici, ma non lo sentì nessuno.

Giove solo, udite le sue preghiere ne ebbe pietà e disse:

“Le tue lascrime diverranno acque salubri e cureranno i sofferenti di mal d’orecchio.”

Iomeno si sciolse, le sue membra si sciolsero in acqua

le sue braccia diventarono acque, e così tutto il corpo.

Nacque in quel momento la sorgente del Bagnitiello

che cura le persone che soffrono di sordità,

così da poter ricordare le urla di Iomeno che nessuno sentiva. 

 

 

 

LA LEGGENDA DI NITRODI

 

 

A Cuma era scoppiata una malattia

e tutta la gente andava in pazzia.

allorta gli dei invocarono ed intensamente pregarono.

Poi andarnono dalla Sibilla che poco disse e solo accennò:

“Una ninfa chiamerò che vi salverà.”.

La ninfa di nome Iale disse:

“Vi salverò dal male, in cambio però voglio altari dove sacrificherete i vostri animali.”

Iale su due delfini navigò e ad Aenaria arrivò.

In una grotta s’avventurò ed acqua, zolfo e nitro mescolò.

appena uscita dalla grotta la sua strada fu interrotta.

Inarime addosso le saltò e per paura Iale si pietrificò.

Dalla statua acqua sgorgò e Iale una sorgente diventò.

Nitrodi la sorgente si chiamò

e tanta gente da allora curò.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA FONTE DI CITARA

 

Adone in una battuta di caccia venne ferito da un cinghiale e la sua anima fu trasportata nell’Ade.

Venere addolorata andò d aGiova per chiedergli di richiamare Adone in vita.

Ma Persefone se ne era innamorata e non voleva restituirlo.

Giove sentenzò che per metà dell’anno, Adone doveva rimanere nel regno delle ombre e che,

per l’altra metà, doveva ritornare tra i vivi.

Venere disperata, andò con la barca sull’isola d’Ischia e così implorava:

“Sommo Giove, fa che le mie lacrime risorgano per curare i malati!”

Giove esaudì le sue preghiere e da allora le acque minerali di Citara curarono tanti malati.




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